Avatar: La Via dell'Acqua: Cameron racconta la scienza dietro all'universo immaginario di Pandora
Il regista premio Oscar e National Geographic Explorer at Large, che si è ispirato agli oceani della Terra per realizzare l'universo di "Avatar: La Via dell’Acqua", spera che questo atteso sequel sensibilizzi il pubblico sulla tutela del nostro pianeta.
"Avatar: La Via dell’Acqua", sequel del lungometraggio vincitore di tre Academy Award®, ha conquistato il pubblico italiano con un incasso di 11 milioni di Euro in soli 6 giorni di programmazione, posizionandosi come miglior opening del 2022, secondo miglior opening di dicembre di tutti i tempi e secondo miglior opening dall’inizio della pandemia.
L’ultima epopea fantascientifica di James Cameron, regista ed esploratore di oceani, trasporta gli spettatori negli ecosistemi acquatici pieni di vita di Pandora, un mondo lontano 4,4 anni luce dalla Terra, rappresentandolo con un livello di dettaglio degno di un documentario.
Un capolavoro atteso dal 2009 che narra la storia di una luna aliena abitabile chiamata Pandora, degli umanoidi dalla pelle blu che la abitano (i Na’vi) e del conflitto che nasce quando gli umani arrivano dallo spazio per colonizzare quel mondo e sfruttarne le risorse, noncuranti della devastazione ambientale che provocano. Nel primo film i Na’vi che vivono nelle foreste pluviali di quel mondo combattono per proteggere la propria casa, aiutati da soldati e scienziati umani solidali con la loro causa.
Questa volta Cameron esplora le acque di Pandora, avvalendosi delle proprie esperienze da esploratore marino. Mente creativa dietro a The Abyss e Titanic, nonché produttore esecutivo de I segreti delle balene di National Geographic, Cameron è anche un National Geographic Explorer at Large. Non a caso nel 2012 il regista ha effettuato la prima immersione in solitaria sul fondo della Fossa delle Marianne con la spedizione Deepsea Challenge.
Per dare vita a questo fantastico mondo sottomarino, Cameron e il suo team hanno immaginato una moltitudine di specie al tempo stesso aliene e familiari: negli oceani di Pandora accanto a quelle che potrebbero essere simil-barriere coralline nuotano creature che ricordano i pesci palla e i pesci leone; fluttuano e ondeggiano forme di vita che potrebbero aver abitato gli antichi oceani della Terra. I destrieri dal lungo collo chiamati ilu somigliano ai plesiosauri, estinti rettili marini; gli skimwing, enormi animali che sembrano un incrocio tra un esemplare di Lepisosteidi e un pesce volante, sono una sorta di cavalcatura da guerra per i Na’vi; e poi ci sono i tulkun, possenti creature estremamente intelligenti, simili alle nostre balene.
Da dove nasce l’ispirazione per queste creature, e in che modo le hanno realizzate Cameron e il suo team? National Geographic ha recentemente intervistato Cameron – che si trovava in Nuova Zelanda – sulla scienza e la tecnologia che hanno dato vita a La via dell’acqua (la Walt Disney Company è azionista di maggioranza di National Geographic Partners e proprietaria di 20th Century Studios, distributore di "Avatar: la via dell’acqua").
Questa intervista è stata riassunta e rielaborata per chiarezza.
