Piantare miliardi di alberi aiuta a combattere il cambiamento climatico?
Ambientalisti, politici e aziende stanno insistendo per un rapido potenziamento dei progetti di riforestazione con lo scopo di raggiungere gli obiettivi climatici.
Il rimboschimento è rapidamente diventato una soluzione apparentemente semplice per l’assorbimento delle emissioni di carbonio.
Piace a tutti: ambientalisti, politici e aziende stanno insistendo per un rapido potenziamento dei progetti di riforestazione con lo scopo di raggiungere gli obiettivi climatici.
Questo significa piantare alberi – e molti – con l’aspettativa che cattureranno e immagazzineranno l’anidride carbonica aiutando a contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto della soglia di 2 gradi Celsius (3,6 gradi Fahrenheit) oltre i livelli pre-industriali, come stabilito dall’Accordo di Parigi.
Ma secondo uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Forests and Global Change, attualmente non vengono coltivate abbastanza piantine, almeno negli Stati Uniti, per stare al passo con questi obiettivi. Lo studio rivela che per far sì che le azioni di riforestazione contribuiscano a fronteggiare il cambiamento climatico, i vivai degli Stati Uniti dovranno aumentare la loro produzione fino almeno a tre miliardi di piantine all’anno, più del doppio dei livelli attuali.
Questo deve accadere “il prima possibile”, afferma l’autore principale dello studio, Joe Fargione, direttore scientifico per il Nord America dell’organizzazione The Nature Conservancy. “Per piantare un albero devi prima aver fatto crescere la piantina. E per far crescere la piantina in vivaio devi avere il seme”.
Nell’ottica di capire meglio come incrementare i livelli di produzione nazionale di alberi, Fargione e più di una decina di altri ricercatori hanno condotto un’indagine su 181 vivai e silvicoltori federali, statali e privati, che rappresentano almeno la metà di tutta la produzione di semenzali degli Stati Uniti.
I risultati, resi noti lo scorso Febbraio 2021, mostrano che i vivai nazionali producono attualmente 1,3 miliardi di piante all’anno, che per la maggior parte andranno a sostituire gli alberi tagliati dalle aziende di legname o andati distrutti negli incendi. Per ampliare le foreste degli Stati Uniti di ulteriori 26 milioni di ettari identificati dallo studio come pronti per la riforestazione – e lo stoccaggio del carbonio – servirebbero 1,7 miliardi di semenzali in più all’anno. E questo fa salire il totale di produzione necessaria dei vivai a tre miliardi all’anno, un incremento di più del 130%.
Intensificare così tanto la produzione di plantule, e assicurarsi che vivano abbastanza a lungo per catturare sufficienti emissioni di CO2, costerà dieci miliardi di dollari (oltre 8,4 miliardi di euro), secondo le stime dello studio. Richiederà la formazione di operatori specializzati nella raccolta di semi e l’investimento in nuove infrastrutture oltre che il potenziamento del monitoraggio a lungo termine per assicurare che le foreste sopravvivano a parassiti, malattie, siccità e incendi – tutte minacce in aumento proprio a causa del cambiamento climatico.
